mercoledì 9 novembre 2016

Donald Trump e l'uomo di Lebanon

Lebanon è un minuscolo borgo rurale nel nord del Kansas, a poche miglia dal confine con il Nebraska. Situato nella contea di Smith, non raggiunge il chilometro quadrato di estensione e secondo l'ultimo censimento del 2010 conta poco più di duecento abitanti quasi tutti dediti all'agricoltura. Nei primi anni cinquanta i residenti erano quasi il triplo, poi il fenomeno della "rural flight", la fuga dalle campagne verso i grandi centri urbani, ha praticamente spopolato l'abitato. Nei dintorni, se distanze di 15-20 miglia possono essere considerate dintorni, sorgono altri piccoli centri praticamente gemelli di Lebanon: un piccolo municipio nel quale sindaco e consiglieri si riuniscono una volta al mese, una chiesa il più delle volte metodista, un paio di negozi, una pompa di benzina e un bar. La prima cittadina degna di questo nome, dove gli abitanti di Lebanon possono andare in cerca di uno svago che non sia quello di sedere al solito bancone sul solito sgabello con impressa l'impronta del loro culo è Hastings, Nebraska, sessanta miglia a nord. In realtà di tempo per distrarsi non ce n'è più di tanto, la terra è bassa e produce poco, assai meno che in altre zone agricole degli States. Il reddito annuo medio dei cittadini di Lebanon è di circa 12000 dollari, meno della metà della media nazionale. In paesi come questi un paio di birre alla sera sono già un lusso. Di fronte ai boccali, seduti su quel solito sgabello, gli avventori del bar, quando si toccano argomenti quali Governo Federale, Congresso, Corte Suprema, fisco, immigrazione e diritti civili, sfoggiano un'oratoria al cui confronto il più sboccato dei livornesi apparirebbe come una mite sorella dell'ordine di Nostra Signora della Compassione.

Qualcuno si starà probabilmente chiedendo cosa ci sia di tanto speciale in Lebanon. Semplice: Lebanon è il "geographic center of the 48 contiguous U.S. states". Il centro degli Stati Uniti (escludendo i periferici, lontani Alaska e Hawaii). Qui, nel cuore del paese come nel resto del Kansas, i democratici non hanno vita facile: è dalle presidenziali del 1964 che questo stato non si colora di blu e anche quest'ultima tornata elettorale è stata nettamente a favore dei repubblicani e di Trump, in particolare nella contea di Smith dove il tycoon in toupet ha raccolto l'81% dei consensi (circa il 25% in più rispetto al dato del Kansas). Trump non ha vinto grazie ai voti degli abitanti di Lebanon o della Smith County, questo è chiaro. Ma adottando il linguaggio di questa parte arretrata e incolta dell'America si è spianato la strada che lo ha portato al successo. Una strada che si è trasformata in motorway grazie ai media d'oltreoceano che non hanno saputo prima comprendere e poi contrastare la portata del fenomeno. Come sintetizza efficacemente Leonardo Coen sul Fatto Quotidiano, Trump "si è messo a urlare, perché chi urla si fa sempre sentire, quindi ascoltare. Le ha sparate grosse". Con quel linguaggio e quelle intemperanze da bifolco, il milionario del Queens è stato in grado di sbriciolare il guscio che ingabbiava il suo consenso all'elettorato repubblicano tradizionale. Le contumelie agli avversari, le spacconate, le promesse palesemente irrealizzabili propagandate cavalcando il modello verbale dell'uomo di Lebanon hanno fatto breccia anche in parte di quei ceti e di quelle minoranze il cui voto viene tradizionalmente considerato appannaggio dei democratici. Uomini e donne che in silenzio hanno voltato le spalle ad Hillary Clinton - non certo l'avversario ideale da opporre a Trump - e al suo partito. Un voltafaccia che analisti ed istituti di sondaggi non sono stati in grado di presagire. Solamente Michael Moore, in splendida ed inascoltata solitudine, già a luglio scorso aveva capito quale direzione avrebbe preso l'elettorato. E se oggi non stupisce più di tanto la sgomenta incredulità dei media statunitensi, le reazioni nostrane, quelle degli Zucconi o dei Cazzullo, appaiono quantomeno bizzarre. Come se i Berlusconi, i Renzi o i Salvini se li fossero sorbiti su Plutone.