venerdì 3 giugno 2016

Johnny Stracchino

Gentile signor Benigni Roberto fu Cioni Mario (se lo ricorda? Era tanto tempo fa, forse un'altra vita), quando il 3 maggio scorso aveva dichiarato "sarei orientato a votare no al referendum di ottobre sulle riforme costituzionali, proprio per proteggere la nostra meravigliosa Costituzione", mi ero permesso di dubitare della sincerità di questa sua esternazione scrivendo questo breve post sul mio profilo Facebook: "No, Roberto, non mi freghi: quel "sarei" è troppo paraculo. Mario Cioni il condizionale nemmeno lo conosceva. E il Monni ti avrebbe preso a mappine". Ora, dopo la sua intervista rilasciata a Repubblica mi vedo costretto a constatare (senza particolare amarezza: sapevo che sarebbe finita così) che la mia diffidenza era ben riposta. "Ho dato una risposta frettolosa" ha spiegato per giustificare questa sua piroetta degna del modello Giuditta (il Piccolo Diavolo, ricorda? Anche questo un'altra vita?). Ma come, si discuteva della nostra "meravigliosa Costituzione", quella che lei a più riprese ha portato in televisione, "la più bella del mondo". E lei ha dato una risposta frettolosa? Mi perdoni, signor Benigni Roberto fu Cioni Mario: non crede che la nostra amata Carta meriterebbe maggiore riguardo? Quel riguardo che non hanno avuto i nuovi autoproclamati costituenti che della Costituzione stanno facendo scempio con una serie di modifiche - sono parole sue - pasticciate e scritte male? Eppure di fronte a tale obbrobrio lei voterà comunque sì, perché "questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla". Che è un po' come dire che siccome Peter Gabriel tarda a pubblicare un nuovo album possiamo accontentarci dell'ultimo di Povia. Lei afferma che di fronte ad un'eventuale vittoria del no "si avrebbe la prova definitiva che il Paese non è riformabile". Io credo invece che un simile esito testimonierebbe semplicemente che chi ci governa non può continuare a coltivare la presuntuosa convinzione che l'Italia può essere riformata grazie a colpi di mano messi in atto da maggioranze raccogliticce e da esecutivi che mai hanno ricevuto alcun mandato dai cittadini per governare, figuriamoci per mettere mano alla Costituzione. Nello specifico parliamo di un esecutivo guidato da un premier salito a Palazzo Chigi cospirando ai danni del suo predecessore e siglando accordi sconvenienti con un criminale certificato che lei ha sbeffeggiato per due decenni. Vorrei inoltre ricordarle, qualora troppe piroette avessero compromesso la sua memoria, che tra i padri diversamente nobili delle riforme a cui lei dirà "sì" figura quel Denis Verdini che - anche queste sono parole sue - "farebbe bene la parte della volpe in Pinocchio". Davvero pensa che tanta bruttura sia meglio di nulla? Cosa le è successo, gentile Benigni Roberto fu Cioni Mario? Com'è che il suo spirito irriverente, sovvertitore si è improvvisamente, ineluttabilmente imbolsito? Com'è che non riesce più a volare? Da Piccolo Diavolo a Johnny Stracchino: che triste parabola.
P.S. "Capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il no". Francamente, signor Benigni Roberto fu Cioni Mario, credo che per chi voterà no la sua comprensione valga un filo meno delle confezioni dei lettori dvd piene di mattoni che vengono vendute all'esterno degli autogrill.

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