venerdì 22 agosto 2014

Il non-topless ministeriale della Boschi e la rutilante narrazione dei media

"Se l'ha fatto Stefania Giannini, pizzicata in topless sulla spiaggia di Marina di Massa, perché non anche Maria Elena Boschi? La bella ministra per le Riforme costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento si cimenta in manovre molto piccanti, come mostra Novella 2000, mentre in spiaggia a Marina di Pietrasanta armeggia con il pezzo sopra del bikini rosso, lo slaccia e lo sistema mostrando scorci di seno a un passo dal topless". Fonte della imprescindibile notizia è il sito di TgCom24 che, come molti altri media ha rilanciato le foto della Boschi paparazzata da Novella2000. La roboante narrazione del canale "informativo" Mediaset in realtà racconta ciò che è normale vedere in qualunque spiaggia italiana: mentre ci si aggiusta il bikini fa capolino un pezzo di tetta. Capita spesso anche a Giuliano Ferrara. Eppure il non-topless ministeriale sta facendo il giro del web, naturalmente accompagnato dagli usuali toni sobri che l'italica informazione usa per cantare le gesta di Renzi e dei suoi vassalli. Il sito di Oggi, per esempio, ci informa che "il topless è appena accennato, ma tanto basta per scaldare un'estate che in molte parti d'Italia è stata decisamente fredda". In effetti è plausibile immaginare milioni di maschi italiani rinchiusi nei cessi impegnati in uno sfrenato onanismo, come se avessero visto il filmino hard di Belen Rodriguez. "Sdraiata sul lettino, pronta a prendere il sole" prosegue la cronaca di Oggi, "ecco che comincia ad aggiustarsi il costume dal colore sgargiante. Il guaio è che lo fa con un po’ troppo vigore". Quanta esuberanza, pofferbacco: manco dovesse disarticolare la Costituzione. "Niente da dire: complimenti a Maria Elena Boschi. D’altronde, non è un mistero che sia lei il ministro più bello del mondo". Del mondo? Perchè volare così bassi? Del sistema solare, come minimo. Anzi: della galassia. Eppure anche la Boschi, come tutti i comuni mortali, qualche difetto lo ha: "Ecco, infatti, il ministro delle Riforme con un nuovo bikini, sempre dal colore sgargiante. A figura intera, anche in questo caso, niente da dire. Solo che, appena si volta… ebbene sì, anche lei deve fare i conti con la cellulite". Sono problemacci, nulla da dire, ma c'è sempre chi sta peggio: per consolarsi Maria Beata pensi alla maggioranza degli italiani che, appena si voltano, devono fare i conti con le ragadi anali cagionate dal governo Renzi. Insomma, "anche la tanto incensata ministra più bella del mondo deve fare i conti con i difetti fisici. Come tutti noi mortali. E, soprattutto, come tutte le mortali. Anche se a soli 33 anni, stavolta Maria Elena Boschi mostra di avere davvero il fisico un po’ troppo appesantito". Possiamo forse biasimarla? Quando il tuo lato B. è un pregiudicato ottantenne incartapecorito, un minimo di flaccidità è inevitabile.

martedì 12 agosto 2014

Robin Williams: quella faccia un po' così

Robin Williams: tanti volti, tanti successi. Mork, Il mondo secondo Garp, Tempi Migliori. E poi la popolarità con Good morning Vietnam, la consacrazione de L'attimo fuggente. Ancora: Hook, La leggenda del Re Pescatore, Risvegli, Mrs. Doubtfire, Insomnia. Quella faccia un po' così, capace di strappare risate ed emozioni. Poi il buio. Ancora molti film, nessuno da ricordare. Nel 2006 il regista Barry Levinson, che già lo aveva diretto in Good Morning Vietnam e Toys, lo scritturò come protagonista del film L'uomo dell'anno in un ruolo - un conduttore satirico che si candida alla Casa Bianca - che pareva cucito su misura per lui. Fu un fiasco. Negli ultimi anni il suo viso trasmetteva la sensazione di una pena infinita. Lo sguardo ricordava la maschera di Calvero, magistralmente portata sullo schermo da Chaplin in Luci Della Ribalta: l'attore malinconico e malconcio, ormai incapace di divertire ed emozionare. Una stella quasi esaurita, conscia del suo destino. E questa, per un attore, soprattutto se comico, é la peggiore delle maledizioni. Ma piace - ed é giusto - ricordarlo col migliore sorriso della sua faccia, magari in quel "grazie figlioli" che chiude L'Attimo Fuggente. Grazie a te, mio Capitano, nostro Capitano.

giovedì 7 agosto 2014

Gli ottanta euro di Renzi: utili. A lui.

Quando scrivevo che gli 80 euro erano una meschina mossa elettorale e che non avrebbero sortito alcun effetto sull'economia reale, mi sono sentito rispondere:

- Sei un gufo. (Negli ultimi mesi c'é stato un notevole ripopolamento dei suddetti. Buoni ultimi, Scalfari e le principali firme del Corriere. Meglio tardi che mai.)

- Rosichi perché non ci hanno pensato i grillini. (Una boiata resta una boiata, a prescindere da chi la partorisce. E se darmi del grillino serve ad alleviare le vostre pene sono felice di aiutarvi.)

- Scusa, ma tu che cazzo ci capisci di economia? (Poco, dunque sono titolato a parlarne quanto la Moretti e la Picierno. Passa sto scontrino, Pina, che ci facciamo il filtro.)

- A te fanno schifo 80 euro? (No, e li spenderei immediatamente fuori a cena. Ma io sono una cicala senza scrupoli e soprattutto senza figli e famiglia da mantenere. Sfortunatamente per Renzi la maggioranza degli italiani - più per necessità che per scelta - deve comportarsi da formica e quei soldi non li mette in circolo.)

A queste persone possono rispondere i dati economici diffusi in queste ore. Posso solo aggiungere che avrei di gran lunga preferito essermi sbagliato. Ma per giungere a certe conclusioni non serviva chissà quale genio. Bastava Gasparri.

lunedì 4 agosto 2014

Il renzismo e l'effetto Dunning-Kruger

Epidemia o sindrome congenita al renzismo? L'unica certezza è che buona parte degli adepti al verbo di Matteo, soprattutto gli pseudogiovani, paiono essere affetti da una distorsione cognitiva chiamata effetto Dunning-Kruger. Teorizzato per la prima volta nel 1999, questo disturbo porterebbe un individuo a sopravvalutarsi, giudicando erroneamente le proprie capacità come superiori alla media. Le persone afflitte dall'effetto Dunning-Kruger, secondo gli studiosi, oltre a sovrastimare le proprie abilità non sono in grado di valutare le capacità altrui e soprattutto sono ignare della propria inadeguatezza. Tendono anzi rafforzare giorno dopo giorno la loro sensazione di superiorità, trattando con arroganza chi si azzarda a sottolineare la loro incompetenza.

Un caso esemplare tra i renziani è quello di Pina Ciriaca Picierno: campionessa mondiale di gaffes memorabili, negli ultimi mesi la De Mita girl ha inanellato una micidiale serie di boiate pazzesche tirando sempre dritto, col sorriso tronfio di chi crede di avere dato un senso alla teoria unificatrice di Einstein. Inettitudine e arroganza: micidiali tratti distintivi - tipici di questa patologia - che accomunano Pina Happy Cierno a molti suoi colleghi renzini. Dall'angelica madre costituente Bernadette Boschi a Lady Alessandra Moretti, passando per il diversamente vigile Bob Hope aka Roberto Speranza. Uno stormo di miracolati pappagalli in semilibertà: il problema è che si credono aquile. Ma non è colpa loro: è il micidiale effetto Dunning-Kruger che colpisce senza distinzioni. Ndo coje, coje, non fa sconti. Perfino il capo in persona non è stato risparmiato: Matteo Renzi, il premier, il segretario, il finto rottamatore. Il giullare che voleva farsi re e che a tale si atteggia, volteggiando leggiadro (si fa per dire) tra ali di plaudenti servi della gleba che si guardano bene dal metterlo di fronte alla cruda realtà: altro non è che un uomo di pezza - quello perfetto, definitivo - del vero sovrano. Il solito. Colui che, in barba a qualunque condanna, continua a comandare. Come prima, meglio di prima. Lui sì che scoppia di salute.