giovedì 29 maggio 2014

Mirandola: l'inciviltà della minoranza M5S e il silenzio dei parlamentari

Nei giorni scorsi alcuni "sostenitori" del M5S hanno pubblicato sui social diversi commenti dedicati ai cittadini di Mirandola, rei di avere votato in massa il Partito Democratico nonostante una generosa donazione da parte del Movimento: 425.000 euro come contributo alla costruzione di una nuova palestra nel paese devastato dal terremoto del 2012. Devo ammetterlo, il garbo e la civiltà che queste persone hanno espresso nei loro post è particolarmente toccante.









Questi sono solo alcuni esempi. C'è pure chi si è augurato un nuovo terremoto, possibilmente di portata ancora più catastrofica del precedente e chi ha invocato tsunami (prospettiva improbabile, data la distanza dal mare. In compenso la bassa modenese nel gennaio scorso è stata colpita da un'alluvione, se può bastare) e altre piaghe assortite. Mancavano giusto le cavallette, lo sterminio dei primogeniti e un'epidemia di colera.

A questi campioni di tolleranza e solidarietà sarebbe bene spiegare che non è granché coerente indignarsi degli altrui voti di scambio e poi pretenderli per la propria parte politica. D'altra parte tentare di ragionare con simili mentecatti sarebbe tempo sprecato: al più devastante dei terremoti segue sempre la ricostruzione, ma per l'imbecillità non ci sono rimedi. Un cervello menomato dall'idiozia non si ripara. Ebetini.

Certo di leggere parole di biasimo nei confronti di questi barbari, ho dato un'occhiata ai profili social di alcuni parlamentari Cinque Stelle: Morra, Di Battista, Di Maio, Taverna, Lezzi, Sarti. Non ho trovato un solo cinguettio di condanna. Mi sarei aspettato una netta presa di distanza nei confronti di questi invasati, sarebbe servito a marcare una chiara separazione tra la parte sana dell'elettorato M5S - che voglio pensare maggioritaria - e una frangia isolata di esagitati che al Movimento arrecano esclusivamente danni: è grazie a loro che larga parte dell'informazione ha sempre buon gioco nel descrivere il grillino come brutto, sporco, cattivo, ignorante e pure un po' babbeo. I parlamentari pentastellati approfittino di questa fase di autocritica post-elettorale: chiariscano con fermezza e senza possibilità di fraintendimenti che di certa gente si può e si deve fare a meno. Gli ultras devono essere allontanati, non è soltanto una questione di opportunità politica: si tratta di civiltà.

P.S.  I nomi degli autori dei post non sono stati oscurati per precisa volontà del sottoscritto: il web non è una prateria del selvaggio west. Ognuno si assume le responsabilità di ciò che pubblica.

lunedì 26 maggio 2014

Europee 2014, riflessioni post-voto: tra sondaggi e realtà

Altro che processo ai giornalisti: se c'è qualcuno da giudicare sono i sondaggisti che sono riusciti a sbagliare praticamente tutto. Hanno sovrastimato il M5S di 4-6 punti e sottostimato di 7-10 il Pd. E con Forza Italia, accreditata da quasi tutti gli istituti al 20% circa, non è andata meglio. Sulla base di dati completamente errati tutti abbiamo trascorso le ultime settimane a prevedere scenari che ora, alla luce dei veri risultati appaiono fantascientifici. I secondi exit poll attestavano il Pd al 34,5%: sbagliati pure questi, con buona pace di Mentana che si affannava a ricordare che questi rilevamenti all'uscita dei seggi si basano su precisi criteri scientifici e vengono effettuati in tutta Europa. Il problema è che Chicco Mitraglia non ha considerato una peculiare variabile del nostro paese: gli italiani, rinomati buontemponi. Sulla base di quelle cifre, prima dell'arrivo delle proiezioni, avevo previsto Pd al 32% e M5S al 27%. L'ho scritto anche su Twitter, promettendo di pagare pegno in caso di errore. Ho sbagliato, ho pagato:




I risultati. Girarci intorno sarebbe inutile e piuttosto patetico: Renzi non ha vinto, ha trionfato. Apoteosi. Gli ottanta euro (che ci sono) non sono un dettaglio: hanno influito più di quanto si pensi. Eppure da soli non spiegano un successo di questa portata. La giovane età, la capacità di trasmettere fiducia soprattutto alle fasce più deboli e colpite dalla crisi, la luna di miele degli italiani con un governo nato da soli tre mesi, la speranza che le tante promesse al momento non mantenute trovino realizzazione sono tutti fattori che hanno influito sulla vittoria di Renzi. Perchè questa non è la vittoria del Pd: ancelle e paggi renzini sono poco più che soprammobili in quello che da oggi diventa un partito ultrapersonalistico, tale e quale a Forza Italia. Con questa affermazione il Pd perde definitivamente la sua (anzi, le sue) identità. Renzi non ha praticamente più avversari, ha silenziato definitivamente correnti e opposizioni interne e ha fagocitato gli alleati di governo: il NCD ha superato a fatica la soglia del 4% e i montiani sono definitivamente scomparsi. Quanto al compagno di riforme Silvio Berlusconi, questa volta siamo davvero alla fine: nei prossimi giorni molti altri esponenti di FI si getteranno dal Titanic azzurro per cercare acque più tranquille che permettano loro di restare a galla. Questo exploit è allo stesso tempo un problema per il Presidente del Consiglio: voleva un riconoscimento attraverso il voto, lo ha avuto. Ora dipende tutto da lui: gli italiani giudicheranno l'operato di Matteo Renzi, non del suo governo. Non può permettersi di sbagliare niente.

In questo scenario l'unica opposizione consistente resta quella del M5S. Il movimento di Grillo e Casaleggio è rimasto sopra al 20% e questo certifica che si tratta di una forza politica ormai radicata nel panorama politico. Ma le buone notizie per i pentastellati si fermano qui: la forbice che li separa dal Pd (che ha preso il doppio dei voti) fotografa l'esito disastroso di questa tornata elettorale. Gli errori sono stati tanti e coinvolgono l'intero movimento, dalla base ai vertici. Gli elettori grillini, tanto per cominciare: alcuni di loro, evidentemente troppo impegnati a twittare #vinciamonoi, devono essersi dimenticati di andare a votare. Altri ancora forse erano grillini solo sul web: c'è una precisa categoria di persone a cui piace credersi e fingersi alternativi, antisistema. Poi, alla prova dei fatti, la croce la mettono dove davvero li porta il cuore, oppure non vanno proprio a votare perchè tanto non serve a niente: è più appagante sbraitare su internet, cercando di imitare Beppe Grillo. Non si rendono conto che a metterla bene sembrano dei Martufello dopati. Di questi "sostenitori" il M5S può fare serenamente a meno, anzi: si spera che questa sberla elettorale possa allontanare definitivamente questi esaltati che in fondo sono quelli che ci credono meno: al movimento arrecano parecchi danni senza portare un grammo di utilità.
E poi ci sono i vertici. Ho scritto a più riprese che certi toni e certe trovate di Grillo non mi piacevano: la foto di Auschwitz, alcune espulsioni troppo frettolose, le troppe urla in un paese - che piaccia o meno - moderato e anziano, non solo anagraficamente. E poi la ciliegina sulla torta: i continui attacchi ai giornalisti, culminati con l'idea strampalata del processo sul web. Tanti giornalisti non conoscono l'obiettività, è vero; il M5S è stato massacrato spesso ingiustamente dagli organi di informazione, è vero. Ma proporre di giudicare i giornalisti sulla pubblica piazza virtuale, proprio nell'Italia che dodici anni fa ha dovuto fare i conti con l'editto bulgaro di Berlusconi è stata una mossa dilettantesca e comunque sbagliata.

I Cinque Stelle non sono finiti e certamente Grillo non farà un passo indietro. Dovrà però ripensare attentamente le sue strategie: gli strali non pagano, è necessario parlare di politica senza strepiti e senza minacce. Se Grillo non è in grado di farlo, ci sono ottimi parlamentari come Di Battista, Di Maio o Morra che possono aiutare il movimento ad inaugurare una fase nuova, più matura. Nei prossimi mesi ci sarà più che mai bisogno di una vera opposizione e in questo marasma la presenza del M5S sarà fondamentale, a condizione che sappia cambiare passo.

domenica 25 maggio 2014

Il mesto crepuscolo di Eugenio fu Scalfari

Un breve estratto dell'editoriale di Eugenio fu Scalfari pubblicato oggi su Repubblica: "Gli ultimi sondaggi segnalano circa il 40 per cento di probabili astenuti. Sommati ai voti che presuntivamente prenderanno i Cinque Stelle si arriva al 60 per cento. E sommati al populismo di Berlusconi, che dopo vent'anni di malgoverno spera ancora in un 20 per cento di allocchi che lo votino, siamo all'80 per cento del popolo sovrano che, se abboccherà a queste manipolazioni, rinuncerà ad utilizzare la propria sovranità. Sarà questo il risultato delle votazioni di oggi?"

Il ragionamento del fondatore di Repubblica è fin troppo chiaro: il voto degli elettori M5S è da considerarsi alla stregua del non voto di chi si asterrà, cioè inutile. Peraltro, incurante di qualunque sondaggio, Scalfari attribuisce la Movimento una percentuale del 20% circa, pari a quella di Forza Italia. E tanti saluti alla correttezza dell'informazione. Non pago, colui che giustamente lanciava i suoi anatemi contro Berlusconi che definiva "coglioni" gli elettori di centrosinistra, ora chiama "allocchi" coloro che voteranno FI. Se queste parole fossero state pubblicate in un articolo di Travaglio, gli zelanti e democratici paladini della buona informazione avrebbero preteso la sua lapidazione sulla pubblica piazza. Ma Scalfari è un intoccabile, un decano del giornalismo, un monumento. Anche quando pubblica insulti livorosi, degni del primo anziano un po' squinternato e incazzato col mondo intero che incontri ai giardinetti. Che tristezza, che mesto crepuscolo.

sabato 24 maggio 2014

Vent'anni di democratica sopportazione

Oggi, leggendo e discutendo su Facebook il post di un'amica, mi sono imbattuto in un commento che mi ha colpito: "Vi rendete conto che nessuno sta votando per convinzione ? E siccome temo i 5 stelle perchè non voglio uscire dall'euro nè dall'Europa cerco di rafforzare il Pd in attesa delle amministrative. Basta con il voto ideologico, son vent'anni che sopporto Berlusconi e se fare i duri e puri torna ancora a mio svantaggio stavolta dico no! " Credo che domani molti di coloro che voteranno Pd lo faranno perchè vedono in Grillo un nuovo Berlusconi. Io ritengo che le differenze siano evidenti, non starò ad elencarle tutte per non annoiare: mi limito a rilevare che Grillo non è proprietario di tre emittenti televisive nazionali, non è in odore di collusioni mafiose, non è un corruttore/concussore, non ha mandato in parlamento indagati e/o pregiudicati e non ha mai tentato di spacciare un'amante minorenne per la nipote di un capo di Stato nordafricano. Quanto al sopportare, si dice che l'uomo è nato per soffrire, tutti noi si patisce. Anche a me nella vita è capitato di sopportare. Anche come (ex) elettore PDS/DS/PD.

 Ho sopportato la gioiosa macchina da guerra di Occhetto e le sue giacche sbagliate, la guerra tra D'Alema e Veltroni per la segreteria, lo sgambetto a Prodi, i due orrendi Governi Baffino, la bicamerale che ha resuscitato una prima volta Berlusconi, l'intervento in Kosovo, la candidatura decorativa di Rutelli (giusto per essere certi di far vincere agevolmente Silvio), i piagnistei di Violante ("Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo, che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta. A parte questo, la questione è un'altra. Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni"). 




Ho sopportato la strampalata Unione che pretendeva di governare unendo Bertinotti a Mastella, ho sopportato Mastella al Ministero della Giustizia (che è un po' come nominare Razzi presidente onorario dell'Accademia della Crusca) e pure l'indulto. Ho sopportato l'eliminazione di Veltroni, reo di avere portato l'appena nato Pd a livelli stellari alle elezioni politiche della primavera del 2008. Poi, nel 2011 quando Berlusconi era ormai politicamente morto, questi lungimiranti geni della strategia politica, appoggiati dal peggiore Presidente della Repubblica di sempre, lo hanno nuovamente tenuto in vita alleandosi con lui nel rutilante Governo Monti, appoggiando leggi infami come quella della Fornero. A quel punto ho smesso di sopportare. Molti invece continuano pazientemente a tollerare. Francescani inside. Riescono perfino a farsi andare bene l'alleanza col NCD, un partito che ormai ha più esponenti a San Vittore che a piede libero. Sentono il bisogno di giustificarsi e allora ti dicono che quelli dell'ultimo ventennio non ci sono più, ora ci sono Renzi, Speranza, la Moretti. Pina Ciriaca Picierno. E tu li guardi e non sai cosa rispondere, perchè ti verrebbe da argomentare con un sonoro "sticazzi". Cosa si può dire ad un sincero estimatore di Marianna Madia? Li puoi solo invitare al bancone di un bar, offrire loro un gin tonic e lasciarli sfogare. Per quanto riguarda il fatto che quello di oggi sarebbe un Pd rinnovato, invito a controllare i nomi dei suoi parlamentari e a guardare bene chi sono i candidati per le europee e soprattutto per le amministrative, ad esempio per la guida della Regione Piemonte. C'è poco da fare, certi elettori democratici sono votati al martirio: se Renzi o la Picierno gli prendessero a bastonate la mamma troverebbero il modo di giustificarli. Ce lo chiede Matteo. Va bene così, buon voto.

venerdì 23 maggio 2014

Diamo una sciacquatina alla memoria?

Roma, manifestazione del Pd nel penultimo giorno di campagna elettorale: sul palco Matteo Renzi ha arringato Piazza del Popolo (non pienissima) con una serenità pari a quella che doveva ammantare Enrico Letta il 13 febbraio scorso. Al Presidente del Consiglio non sono andate giù le esternazioni di Grillo su Berlinguer e la questione morale, e così ha replicato. Pacatamente:

"Sciaquatevi la bocca prima di nominare Berlinguer!" "Nessuno ci può dare lezioni su legalità e onestà!"




Questa volta Renzi ha ragione. Nessuno può permettersi di dare lezioni di moralità al Pd, che loro su questi temi hanno degli autorevolissimi maestri, vere e proprie eccellenze in materia. Gente che Berlinguer sicuramente avrebbe saputo apprezzare e valorizzare.

Ernesto Carbone, deputato Pd: indagato per accesso abusivo a sistema informatico e falsa testimonianza.

Umberto Del Basso De Caro, Sottosegretario al Ministero dei Trasporti: indagato per peculato.

Davide Faraone, deputato Pd: indagato per illeccito utilizzo dei rimborsi elettorali.

Maria Rita Lorenzetti, ex Presidente della Regione Umbria, Pd: indagata per  associazione per delinquere, abuso di ufficio, corruzione e traffico di rifiuti. Dal 16 al 30 settembre 2013 è stata posta agli arresti domiciliari in quanto sussisteva il pericolo di reiterazione di alcuni dei reati a lei ascritti.

Maria Tindara Gullo, deputato Pd: indagata per falso ideologico. Il 15 maggio 2014 ha votato contro la richiesta di arresto per Francantonio Genovese.

Andrea Rigoni, deputato Pd: condannato per abuso edilizio, il reato è stato poi prescritto.

Francantonio Genovese, deputato Pd: il 15 maggio la Camera dei Deputati ha autorizzato la richiesta di arresto presentata dal GIP della Procura di Messina per reati tributari nonché per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al peculato ed alla truffa.

Luigi Lusi, ex senatore Pd ed ex tesoriere Margherita: condannato a otto anni per appropriazione indebita e calunnia.

Nicola Mancino, ex parlamentare, ex Presidente del Senato, ex Presidente della Regione Campania, ex Ministro dell'Interno, ex Vicepresidente del Csm: rinviato a giudizio per falsa testimonianza nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa stato-mafia.

Giusi La Ganga, ex parlamentare del Partito Socialista, ora Pd: condannato per finanziamento illecito ai tempi di Tangentopoli, patteggiò la pena.

Filippo Penati, ex Presidente della Provincia di Milano, poi candidato alla guida della Regione Lombardia per il Pd: rinviato a giudizio per concussione e corruzione. Il 28 febbraio 2014 la Cassazione dichiara il non luogo a procedere data la sopraggiunta prescrizione del reato. In passato Penati aveva più volte dichiarato che avrebbe rinunciato alla prescrizione. Deve averci ripensato.

Primo Greganti, ex funzionario Pds, poi tesserato Pd: condannato per finanziamento illecito durante le inchieste di Tangentopoli, patteggiò la pena. E' stato nuovamente arrestato l'8 maggio scorso nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti dell'Expo 2015.

Per non parlare dei loro fidi alleati di governo del NCD: i più attenti avranno notato che gli unici esponenti del Nuovo Centrodestra che partecipano alle trasmissioni televisive sono Alfano e la Lorenzin. Non accade perchè sono i più arguti ed autorevoli, semplicemente sono gli unici del partito ancora a piede libero.

Tutta gente perbene, di specchiata integrità, fa bene Renzi a ricordarlo. Perchè la questione morale e Berlinguer sono cosa loro.

giovedì 22 maggio 2014

Ecco perchè voterò M5S



Bando ai preamboli, ecco perchè domenica prossima voterò M5S.

- Perchè voglio un'Europa più giusta, più equa, più solidale. Un'Europa dei popoli il cui destino non sia deciso a tavolino da banchieri e oscuri funzionari che nessuno conosce e che spesso si giocano il nostro futuro come se fosse un terno al lotto (leggete questo articolo del Sole 24 Ore: è assai illuminante).

- Perchè mi riesce difficile credere che un Presidente del Consiglio che nel suo paese è succube degli umori di un pregiudicato (vedi legge elettorale e riforma del Senato) sarà in grado di andare a Bruxelles o a Strasburgo ad alzare la voce per sostenere le istanze dell'Italia.

- Perchè il mio essere di sinistra è ancora legato a figure come quelle di Gramsci, Berlinguer, Pertini, Ingrao, Bocca, Rodotà. Sarò antiquato, può darsi, ma mi è più facile trovare momenti di genio in un film di Checco Zalone che tracce di sinistra in Renzi, Alessandra Moretti, Pina Ciriaca Picierno, Simona Bonafè, Francesco Boccia, Renato Soru, Matteo Colaninno. Devo continuare?

- Perchè il M5S non sarà propriamente di sinistra ma molte delle azioni perseguite in questo primo anno di legislatura dai suoi parlamentari lo sono eccome, al netto dei non pochi errori e della partenza incerta.

- Perchè la nostra politica è rimasta quella descritta da Cesare Botero (interpretato da Nanni Moretti) nel film Il Portaborse, era il 1993: "Ecco, io preferisco uomini brillanti ed estrosi anche se un po' mascalzoni, a uomini grigi, noiosi, ma onesti, perché alla fine il grigiore, la noia e anche l'eccessiva onestà faranno senz'altro più danni al nostro paese". Ecco, io preferisco persone brillanti, estrose ed oneste. Che gli uomini grigi, noiosi e un po' mascalzoni di danni ne hanno fatti abbastanza. Senza il M5S in Parlamento, ancora oggi parole come legalità, trasparenza, giustizia sarebbero buone per imbellettarsi nello studio di Bruno Vespa. E Genovese sarebbe ancora a piede libero, amorevolmente protetto dai suoi colleghi. Molte cose stanno cambiando in Italia, molte cose devono cambiare in Europa.

- Perchè il M5S lascerà che siano Salvini, Borghezio e la Meloni a stringere alleanze con gli estremismi ultranazionalisti e xenofobi. Con buona pace di chi, sapendo di mentire, continua ad affermare il contrario.

- Perchè questo voto ha una importante valenza nazionale, inutile nasconderselo. Dicono che è un duello tra rabbia e speranza ma non è vero: è una sfida tra l'arroganza di una politica inadeguata che vuole perpetuare se stessa e la sincera determinazione di chi davvero desidera cambiare le cose con passione e onestà. Per me è già più di tanto (cit).

martedì 20 maggio 2014

I piddini vespisti, voltagabbana a loro insaputa


Voglio complimentarmi con quegli ultras piddini che questa mattina si sono risvegliati improvvisamente vespisti: non appassionati del celebre ciclomotore Piaggio ma fervidi ammiratori di Bruno Vespa. Come è avvenuto il miracolo? Semplice, è bastata qualche domanda insolitamente ficcante a Beppe Grillo durante la puntata di Porta a Porta andata in onda ieri sera: magicamente tre lustri di acredine sono stati dimenticati e Vespa è diventato il nuovo paladino del giornalismo libero. Poco importa se fino a ieri quegli stessi piddini lo sbertucciavano per la cortigianeria che sfoggiava verso tutti i potenti, soprattutto uno. Eh sì, perchè oggi anche Silvio è un prezioso alleato: ci sono le riforme, vanno fatte tutti assieme (o quasi: col M5S no. Loro sono nazisti, assassini, forse si lavano pure poco). Poco importa se Berlusconi è un pregiudicato interdetto dai pubblici uffici: rappresenta milioni di italiani, bisogna pur parlarci. E' vero, forse si poteva trovare un altro interlocutore dentro a Forza Italia col quale discutere: magari non una persona con la fedina immacolata, rintracciarla avrebbe richiesto tempi biblici. Diciamo un semplice indagato. Ma Berlusconi è il leader, e poi con Renzi c'è profonda sintonia, lo ha detto anche lui. Poco importa se in questi vent'anni si è rivelato più ribaltatore di tavoli che tutore della Costituzione: ce lo chiede Matteo, va bene così.

Già, è dura la vita del talebano piddino in questi mesi, sottoposto a continue inversioni, retromarce, sbandate improvvise: roba da provocare un attacco di chinetosi pure ad Alonso. Non deve essere facile adulare Vespa, accettare Silvio come alleato riformatore, ingoiare in silenzio le quotidiane provocazioni di Renato Brunetta, fingere esaltazione per gli scontrini fronte-retro (sic) della Picierno e per le piazze malinconicamente vuote della Bonafè, spacciare promesse per fatti (vi ricorda forse qualcuno?), declinare in positivo il fiscal compact, spiegare che gli F35 "oggi nì, domani forse, dopodomani vedremo".

Meritano affetto questi supporters renzini, voltagabbana spesso a loro inspauta: hanno voltato le spalle ad ogni logica, al senso critico, all'obiettività. Ma soprattutto hanno voltato le spalle a loro stessi. Stategli accanto.

lunedì 12 maggio 2014

Take it easy, Vittorio.

Mi piaceva Vittorio Zucconi: modenese come me, intelligente, ironico, arguto. E poi quel bel viso tondo e gli occhi vispi da contadinotto emiliano me lo rendevano simpatico a pelle. Ora qualcosa è cambiato. Anzi, Zucconi è cambiato. Negli ultimi mesi nella sua mente si è sviluppato un tarlo che col tempo è diventato vera ossessione: Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. Certo, per la maggioranza dei giornalisti italiani dare addosso ai pentastellati è pratica consolidata e pressochè quotidiana, ma il caso zucconiano è diverso e preoccupante. Scorrendo il suo profilo su Twitter si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad un caso clinico da manuale di psiconevrosi ossessivo-compulsiva: quasi tutti i suoi tweet hanno un unico tema, ovvero l'ex comico genovese e il suo movimento, i toni livorosi hanno preso il posto di quella pungente ironia che ha sempre contraddistinto il giornalista di Repubblica. Talvolta la sua livida ostilità nei confronti del M5S sfocia nel vero e proprio insulto, come è capitato oggi con un tweet particolarmente infelice. Eccolo.




Tirare in ballo il termine "picciotto" senza motivo non è mai bello e comunque se si vogliono trovare personaggi di quella fatta è meglio andare a cercare in casa di Forza Italia o del NCD. E forse anche nel Pd. Zucconi insulta ogni giorno milioni di elettori che hanno votato il M5S, arrivando addirittura ad utilizzare un linguaggio che evoca presunti atteggiamenti mafiosi all'interno del movimento. Io non so cosa ci sia alla base di questo suo odio: in genere i disturbi ossessivi sono l'espressione di serie patologie quali la depressione. Mi auguro vivamente che non sia il suo caso. Consiglio al mio concittadino di pensare meno a Beppe e di distrarsi, che incattivirsi fa male al corpo e allo spirito. Take it easy, Vittorio. O come dicono a Modena: tòla dòlza.

mercoledì 7 maggio 2014

Il nostro vicolo buio

"Avete presente la sensazione che si prova quando si cammina in un vicolo buio, di notte, e con la coda dell'occhio si vede qualcuno che si è fatto male, o che viene malmenato nella stradina buia ma si continua a camminare, perchè si pensa di non averci niente a che fare e si vuole solo tornare a casa? Beh, il Vietnam ha trasformato l'intero paese in quel vicolo buio. E fino a quando non riusciremo a camminare per quelle strade scure, fino a quando non guarderemo dritti negli occhi gli uomini e le donne che ci si trovano e le cose che sono successe, non saremo mai in grado di tornare davvero a casa".



Sono parole pronunciate da Bruce Springsteen il 20 agosto 1981 a Los Angeles, durante un concerto di beneficenza per l'associazione Vietnam Veterans of America. Sono passati più di trent'anni, il mondo è profondamente cambiato. E siamo in Italia. Ma rileggete attentamente quelle righe, magari sostituendo a Vietnam la parola "crisi" e poi prendetevi qualche minuto per pensarci su. Perchè le persone che ci governano quei vicoli non li conoscono; magari ci passano vicino, quel tanto che basta per poter gettare qualche moneta alle ombre che popolano quell'oscurità per poter poi dire "Visto? Noi ci prendiamo cura di voi". Si lavano la coscienza e pretendono la nostra fiducia per una manciata di euro ma non ci conoscono e nemmeno gli interessa farlo. In quei vicoli non ci sono mai entrati e potete stare certi che non ci entreranno mai. Nessuno lo farà per noi.